mercoledì 21 agosto 2013

Auguri,auguri auguri!

L'emozione che ancora sento ad un paio di settimane di distanza, supera di gran lunga quella dei miei stessi 18 anni. 
Mia figlia, la primogenita, ha compiuto 18 anni"!
 Non riesco ancora a riprendermi...sarà che un pò sono cresciuta insieme a lei dato che avevo 21 anni quando è nata e non riesco a pensare alla mia vita, a com'ero prima di quell'evento: è come se un prima non ci fosse.
E in un lampo, ancora prima che me ne rendessi conto sono passati 18 anni, dico DI-CI-OT-TO, non otto o dieci.
Neanche il tempo di fissare nella mente il suo profumo di bambina appena nata, di seguire i suoi incerti primi passi, di accompagnarla a scuola per poi andarla a riprendere, che mi ritrovo davanti.... una chica muy bonita!!


In questo caso se la ritrova il papà durante il lento padre-figlia
E poi ci sono stati i suoi 103 anni! Che meraviglia...e in effetti cosa sono 18 anni a pari dei 103 di mia nonna? 18 sono incertezza, futuro, sogni, voglia di fare, aspirazioni...103 sono certezza, consapevolezza, poter guardare indietro ed essere soddisfatti e vedere il futuro negli occhi dei propri cari.....
Non si vedono le candeline, ma ci sono 1,0,3!

giovedì 23 maggio 2013

A Cascia per un giorno

Ieri mi sono concessa un giorno di vacanza e per la prima volta sono andata in pellegrinaggio a Cascia e Roccaporena, i luoghi di culto di Santa Rita. La vita di questa Santa è straordinaria ma allo stesso tempo semplice, com'è stata la sua festa, ieri. Niente luminarie, niente megapalchi. Niente. Solo la fede della tanta gente andata lì per renderle omaggio.
La festa parrocchiale del quartiere dove sono nata è dedicata a Santa Rita ma ci sono le luci e la musica che un pò spostano l'attenzione dei fedeli e poi c'è il carro con il trattore che inquina mentre a Cascia la statua viene portata in spalla dai fedeli. Ah, dimenticavo: da Roccaporena a 6 Km di distanza!!
Comunque diamo a Cesare quel che è di Cesare: è stata la festa del mio quartiere a farmi scoprire la figura di questa Santa  ed io ero (e sono) molto legata a tale festa tant'è che fino al giorno prima della partenza ero titubante e pensavo che era inutile andare a cercare altrove quello che già avevo. In parte lo penso ancora ma devo dire che la "semplicità" con la quale quella festa mi si è presentata mi ha colpito davvero.

Con questo piccolo viaggetto andata e ritorno in giornata (poveri i miei piedi ancora gonfi), ho potuto assaporare un pò di Umbria con i suoi paesaggi totalmente diversi da quelli della nostra Murgia, bellissima ma desolata. Parola d'ordine: verde
Roccaporena vista dall'alto del monte dove Santa Rita si recava in preghiera
e ancora verde
Scorcio di panorama fotografato dalla parte opposta del monte
Forse le foto non rendono abbastanza ma vi assicuro che io di verde ieri ne ho visto tanto.
  
Scoglio di Santa Rita 


 Prossima tappa: Assisi (chissà, forse un giorno...)

Vabbè...Intanto qui avevo scritto che l'incubo concorso era finito, ma poi speravo che lo fosse solo momentaneamente: ho superato lo scritto per l'infanzia (ancora non ci credo)...l'incubo il sogno continuaaaaaaaaaaaa......

lunedì 13 maggio 2013

"In questo sacco c'è tutto il mio amore per te"

Carpina ha proprio ragione: hanno tagliato un albero nel nostro giardino, un gran bell'albero.

Il giardino adesso è spento, grigio, cupo e noi vaghiamo increduli al suo interno e continuamo a chiederci se quello che stiamo vivendo sia  un sogno. Tra poco ci sveglieremo e tireremo un sospiro di sollievo.  Ma così non è, l'albero non c'è più.

Non ci sono parole per descrivere il dolore che quel vuoto ha creato.

Non ci sono parole che descrivano la sofferenza che ha provato quell'albero nell' essere sradicato da questa terra.

Ed è questo che mi rattrista maggiormente.
L'unica consolazione e sapere che  adesso zio Nicola è con la sua mamma, il  suo papà e le sue adorate sorelle che aveva sempre nel cuore.

Dopo l'intervento lo chiamai e lui era contento perchè tutto era andato bene. In quell'occasione mi raccontò alcune vecchie storie. Quella che mi colpì maggiormente fu la storia  della "racanedde", ossia un grande telo in juta che qui al sud si usa stendere sotto gli ulivi e i mandorli durante la raccolta.  Lui aveva perso la sua e chiese quasi scherzando a sua madre, mia nonna, di cucirgliene un'altra. Quell'adorabile e amorevole mamma non se lo fece ripetere due volte e dopo qualche tempo gli presentò il telo:  mio zio rimase quasi scioccato, non credeva ai suoi occhi  giacchè cucire tra di loro pesanti sacchi di juta è molto faticoso, soprattutto per una persona anziana. Quel telo ora  aveva  assunto un altro valore e perciò mio zio si presentò con un pennarello indelebile a mia nonna e le chiese di scrivergli su due parole.

L'altra mattina, quando l'ho visto, ho riconosciuto subito la calligrafia sul lembo di tela che gli avevano adagiato sulle gambe: "NICOLA, QUESTA E' LA MIA EREDITA'. IN QUESTO SACCO C'E' TUTTO IL MIO AMORE PER TE"

Ciao zio Nick

venerdì 1 marzo 2013

Concorso 2012

 Gli ultimi tre mesi, quasi quattro, della mia vita li ho trascorsi così:
sopra

sotto
Per fortuna oggi l'incubo concorso è finito!! (Per ora spero.....)

Non ci posso credere, dopo tanti pomeriggi trascorsi sui libri, con gli impegni  che incombevano, le ragazze che....lasciamo stare che è meglio....la casa ormai in totale stato di abbandono, la proliferazione pilifera allo sbaraglio, gli incubi, le notti insonni, i pranzi e le cene arrangiate, le rinunce, i rinvii e quant'altro ora posso cominciare a ricomporre la mia vita.
Al di là di quello che sarà il risultato di tali prove, sono contenta di aver ripreso i libri in mano, mi sento più arricchita e competente ed ho imparato davvero tante cose nuove.
Certo mi ero ormai abituata al noncisonopernessuno e a volte l'alibi dello studio mi ha permesso di evitare o rimandare qualcosa che non mi andava di fare, ma è tutto lì che mi aspetta e domani non so da dove cominciare.

Ma veniamo alle vesti da Befana che ho indossato durante questo periodo.
Un freeeddo che ho sentito!!!! Per questo sono stata costretta alla metamorfosi.
Sopra maglioncino di lana e plaid oppure in alternativa vestagliona di ciniglia rosa super avvolgente e lunga (la mia preferita); sotto calzettoni della nonna fatti da mia nonna (nella foto sotto sfoggio quelle di mio marito) e pantafole, all'occorrenza il tutto avvolto in un ulteriore plaid.
E la tisana, quella sì che  mi ha veramente salvata! Non vedevo l'ora che arrivassero le 18,30, la mia ora del thè, un toccasana per le mie mani che automaticamente si diffondeva in tutto il corpo. Unico handicap l'effetto diuretico che puntualmente alle 19 mi costringeva a srotolarmi e correre in bagno!